I restauri dei cortometraggi Essanay – Parte 2

Prima di continuare volevo informare i lettori che l’articolo precedente è stato pubblicato sulla pagina prima ancora di essere stato riveduto dall’autore: come sapete quando si scrive su WordPress, esiste una sezione chiamata “Articoli pubblicati” e un’altra chiamata “Bozze”; l’autore ha accidentalmente cliccato il tasto PUBBLICA invece di SALVA BOZZA (Dovete perdonarmi ma, dallo scorso marzo, sto lentamente cominciando ad usarlo). Per questo motivo possono apparire agli occhi dei lettori alcuni errori che, con una semplice revisione, potevano essere rimossi.Work

"Charlie Chaplin Le comiche Essanay"   Editore: Cineteca di Bologna - Il cinema ritrovato
“Charlie Chaplin Le comiche Essanay”
Editore: Cineteca di Bologna – Il cinema ritrovato

Continuando la mia veloce analisi, non avevo ancora anticipato che le copie che ho preso in considerazione, delle versioni restaurate della Lobster Films e Cineteca di Bologna/L’Immagine Ritrovata, provengono dalla edizione DVD “Charlie Chaplin – Le Comiche Essanay”, distribuito dalla Cineteca di Bologna dal 22 Novembre 2015.

Il DVD è parte della collana della Cineteca di Bologna “Il Cinema Ritrovato” ed è momentaneamente (oggi è il 21/04/2015) l’unica edizione distribuita in europa delle versioni restaurate dei cortometraggi, assieme alla versione DVD francese dal titolo La Naissance de Charlot – The Essanay Comedies – 1915  distribuita dal 19 Novembre da parte della Lobster Film e quella spagnola dal titolo Chaplin: Todas sus comedias para Essanay in BluRay dalla ARTE della quale non esistono molte informazioni sul contenuto in alta definizione)

Innanzitutto nel cofanetto italiano tutti i cortometraggi risultano godibili e ottimi nel loro lavoro di restauro, ma esiste purtroppo anche una pecora nera, con una importantissima ragione: parliamo del corto A Night Out (1915) che, citando l’articolo pubblicato dal Lorenzo Tremarelli (http://lorenzotremarelli.blogspot.it/2015/01/charlie-chaplin-le-comiche-essanay-e.html), era l’unico film a cui “si potesse fare davvero qualcosa di significativo in più”.

Per quale motivo risulta il peggiore dei restauri?

La risposta è molto semplice: non è stato completato!

Serge Bromberg - Presidente della Lobster Film
Serge Bromberg – Presidente della Lobster Film

Per questo non era ancora disponibile una definitiva versione restaurata al momento della pubblicazione video. Come spiega uno dei massimi curatori del progetto, monsieur Serge Bromberg, proprio al momento della pubblicazione è stata ritrovata una copia di qualità migliore (ancora non sono divulgati tutti i dettagli) rispetto a quella precedente usata al momento del restauro, che ha addirittura portato alla decisione rifare il lavoro tutto daccapo.

Distanziamoci per due secondi dal restauro, per spiegare più dettagliatamente la motivazione di questa drastica scelta.

Purtroppo in in termini filmologici (ed anche filologici), il lavoro del restauro cinematografico in teoria non è mai definitivo: nel caso di pellicole provenienti da varie fonti esiste sempre un lavoro di ricerca che teoricamente potrebbe andare avanti all’infinito per almeno due importantissime ragioni: la tecnologia, sempre in continua evoluzione come per quanto riguarda tutti i sistemi digitali, oppure il ritrovamento di copie migliori rispetto a quelle precedentemente conosciute.

Per essere più chiari il lavoro di ri-restauro è una pratica abbastanza comune nel campo della filmologia, per quanto riguarda pellicole di tipo orfane del negativo camera originale, ovvero mancanti della copia-base passata fisicamente all’interno della macchina da presa al momento delle riprese del film: nella maggior parte dei casi non si è mai sicuri di avere fra le mani la miglior copia esistente al mondo di quel particolare film.

Ancora peggio per quanto riguarda il cinema muto: a volte è già un vero e proprio miracolo trovare una copia 35mm in perfette condizioni intendo solo fotograficamente) del film, ricordando ai lettori che il cinema muto è in parte perso per sempre: secondo le stime del cinema americano, per il 75%! (se parliamo di quelli italiano si parla anche dell’ 85-90 %)

Ma questa percentuale non è che la punta dell’iceberg: per adesso parliamo, nella maggior parte dei casi, di copie arrivate su supporti sub-standard (ovvero riedizioni o ricopiature dei film su formati come 22mm, 16mm ed anche 8mm), infatti solo il 14% dei 10.919 film muti distribuiti dai principali studios americani esistono nel loro originale formato 35mm, mentre un altro 11% sopravvive in complete versioni straniere.

Vi consiglio di leggere questo articolo, pubblicato dalla rivista Variety, interamente dedicato al problema della preservazione delle pellicole mute che hanno raggiunto i giorni nostri.

Library of Congress: 75% of Silent Films Lost

Ma torniamo al cortometraggio A Night Out (1915) e analizziamo quali sono stati momentaneamente i progressi raggiunti dal primo tentativo di restauro.

“Chaplin’s Essanay Comedies”, DVD della Image Entertainment – 1999
“Chaplin’s Essanay Comedies”, DVD della Image Entertainment – 1999
Lobster Films e Cineteca di Bologna/L’Immagine Ritrovata – 2015
Lobster Films e Cineteca di Bologna/L’Immagine Ritrovata – 2015

Prima di tutto hanno rimosso tutti i frequenti cambiamenti di qualità dell’immagine presenti nella versione Image 1999 (come si può ben notare, la tecnica col tempo si è evoluta), dato dall’uso di diverse fonti esistenti dello stesso film al mondo, come in questa piccola scena che presenta il nostro protagonista, all’inizio della seconda scena del film: per la prima volta abbiamo un’immagine molto più fluida. Ricordiamo però che non è ancora una versione definitiva: infatti nella versione restaurata si è usata una copia forse ricavata da una successiva sonorizzazione del film (ma anche un semplice ritaglio dell’immagine al momento della copia del film), come dimostra lo stesso fotogramma che è ritagliato nella parte sinistra dell’immagine, lasciando un’evidente barra nera che copre l’immagine mancante. Inoltre sembra che l’immagine sia stata sia rallentata, rendendola più naturale e ampliata, come dimostra la finestra in altro che prima era invisibile dal frame.

Lobster Films e Cineteca di Bologna/L’Immagine Ritrovata – 2015
Lobster Films e Cineteca di Bologna/L’Immagine Ritrovata – 2015
“Chaplin’s Essanay Comedies”, DVD della Image Entertainment – 1999
“Chaplin’s Essanay Comedies”, DVD della Image Entertainment – 1999

Per la prima volta le scene sono molto più complete e fruibili narrativamente da parte del pubblico. Come la panoramica che presenta l’interno del ristorante (sempre all’inizio del film), dove l’antagonista dandy, interpretato da Leo White, si siede al tavolo. Da notare che, a giudicare dalla qualità dell’immagine in entrambe le versioni (sembra un 16mm), si suppone che sia stata utilizzata la stessa copia che, grazie alla nuova scannerizzazione in 2K, presenta molti più dettagli anche se la parte sinistra del fotogramma è stata tagliata (non si vede parte del tavolo dove sta servendo il cameriere).

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Sia nella versione del 1990 che in quella restaurata esistono, sempre in piccoli punti, gli stessi problemi di “double frame” line, ovvero quando il bordo del fotogramma scorre orizzontalmente sia tra il fotogramma superiore e quello inferiore, lasciando un’opaca linea bianca che si muove all’interno del frame. Anche da questo punto si nota che è stata utilizzata la stessa identica fonte della versione del 1999. Momentaneamente il problema è stato lasciato, ma con le nuove tecnologie adesso è possibile eliminare questi difetti dall’interno film.

Ma non sempre le fonti originali sono disponibili: infatti tecnicamente il restauro presentato nel DVD della Cineteca di Bologna risulta incompleto e pieno di evidenti lacune, in particolare nella seconda parte del film. Infatti alcune sequenze provengono da copie restaurate e scansionate da 35mm ma, strano ma vero, alcune provengono addirittura dalla stessa copia presente nel DVD della Image!

Lo si riconosce subito dal ritaglio presente nel frame all’interno dell’immagine video, (Odio fare le critiche, ma questa volta c’era veramente bisogno) ma forse la motivazione principale è che il restauro non è stato completato (?).

Scansione tratta dal DVD Image
Scansione tratta dal DVD Image
Scansione da pellicola 35mm
Scansione da pellicola 35mm

Da notare inoltre come aumentano i dettagli della facciata presente sullo sfondo, oltre alla presenza della grana della pellicola, che nella maggior parte dei casi diventa la prova del nove per comprendere se è stato scelto un buon master.

A coloro che hanno pubblicato il DVD: ma non potevate almeno aspettare di finire di restaurare tutte le parti scannerizzate in pellicola, invece di presentarci su DVD un work-in-progress? La decisione è stata fatta per la fretta di pubblicare (chissà, forse perché era stata già fissata la data di pubblicazione) il più possibile, subito dopo aver scoperto che esiste una nuova copia da restaurare? Allora sarebbe stato gentile scrivere sulla copertina, invece di “versione restaurata”, l’avvertimento “alcuni restauri sono work-in-progress”, magari spiegando (come sto provando a fare) la motivazione di questi problemi. Poi scusatemi, ma anche una diretta scannerizzazione, anche se non restaurata, sarebbe stata più accettabile.

Però ricordiamolo: quando si parla di restauri di film muti il lavoro non è mai definitivo! Spero solo che momentaneamente, noi amanti di Chaplin, dobbiamo accontentarci di vedere questi momentanei lavori in corso.


Foto tutta la troupe Essanay durante le riprese del film The Bank, nel 1915.
Una panoramica di tutta la troupe Essanay che ha lavorato assieme a Chaplin durante le riprese del film The Bank, nel 1915.

Continuiamo la nostra analisi con un caso completamente diverso,The Bank (1915).

Siamo di fronte ad un caso veramente unico: sembra che questo film sia l’unico restauro, non solo del periodo Essanay ma in generale (per i film precedenti al 1918), che è stato possibile a partire dal negativo di camera originale, ritrovato alla UCLA Film & Television Archive.

Lo conferma lo stesso Bromberg in questa intervista.

In realtà la notizia è vera ma ci sono altri importantissimi dettagli: non esiste un solo unico negativo ma ben 2, perchè anche al MoMA è stato preservato un fine-grain master, ovvero una copia positiva ricavata dal negativo originale.

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Tombola!, giusto? Beh, non esattamente. Anche se la stampa della UCLA era l’elemento originale passato attraverso la macchina da presa nel 1915, fisicamente ha  visto purtroppo giorni migliori: l’unica delle due bobine era ristretta di 2 mm, ed era incompleta. Per fortuna la Cinémathèque Royale de Belgique a Bruxelles e la Library of Congress, avevano scoperto delle ottime copie del film, anche se in forme diverse di integrità e condizione; per esempio un rullo trovato alla Library of Congress era stato virato di giallo ed era in stato di decomposizione.

Ma questo non ha bloccato il lavoro da parte dei membri dell’Immagine Ritrovata: basta semplicemente dare un’occhiata allo stupendo lavoro che è stato compiuto sull’immagine; sembrano delle fotografie, non più dei fotogrammi di un film muto. Ottimo lavoro!

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A conferma della grandissima qualità della copia, basta osservare il bordo arrotondato del fotogramma, presente ai lati dell’immagine: quando si analizza un restauro di un film muto, uno dei tanti metodi per comprendere se un lavoro di restauro è stato eccellente, bisogna osservare se ai bordi dell’immagine se esso è visibile. Spesso è un metodo che viene usato anche per analizzare se un film  presentato in full-frame, ovvero se l’immagine non è stata ritagliata all’interno del fotogramma originale.

Infine un’ultimo accorgimento: all’interno dei contenuti extra troviamo due film non direttamente diretti da Chaplin. I film sono His Regeneration (1915) e Triple Trouble (1918).

1Chaplin durante il suo periodo alla Essanay partecipò ad un “cameo” all’interno di un film diretto nello stesso periodo da Broncho Billy Anderson, che nel 1915 era sia direttore (assieme a George Kirke Spoor) degli studi Essanay che una delle prime grandi star del cinema muto americano (ricevette nel 1958 un Oscar alla Carriera), in particolare di cortometraggi che andavano dal melodramma, al poliziesco ed in particolare al genere Western, genere al quale era molto più legato.

vlcsnap-2015-04-21-13h50m45s318Il film, His Regeneration (1915), è un melodramma che narra la storia di due rivali, entrambi innamorati di una ballerina. Il corto è della lunghissima filmografia di Anderson (ha diretto più di 460 cortometraggi) il più ricordato ma “sfortunatamente” solo perché, come scritto nei titoli di testa, è” … slightly assisted by Charlie Chaplin” (assistito brevemente da Charlie Chaplin).  vlcsnap-2015-04-21-13h50m14s600Il restauro, partito da un’eccellente copia in nitrato della Blackhawk Films, preservata alla Academy of Motion Picture Arts and Sciences. il restauro è ottimo e non presenta problemi nell’immagine, come possiamo notare dai frames tratti dai film.

Il secondo film presente è Triple Trouble (1918), una comica due rulli uscita nell’agosto del 1918 che, contrariamente alle precedenti, non venne distribuita senza l’approvazione dello stesso Chaplin. Personalmente credo che sarebbe stato adatto all’interno degli extra del cofanetto un piccolo documentario dedicato ai fenomeni delle “appropriazioni chapliniane” che hanno avuto luogo durante gli ultimi mesi del contratto di Chaplin sotto la Essanay. Per maggiori informazioni vi invito a leggere il libro di David Robinson “Chaplin. La vita e l’arte

“It’s a work in progress all the time”

All’interno del DVD, il film è purtroppo presentato in una copia direttamente ripresa dalla versione Image del 1999: come ci spiega Serge Bromberg nell’intervista audio, anche questo film non è stato ancora restaurato , la motivazione sia parte dal presupposto che, come spiega lo stesso Bromberg, “è una terribile ricostruzione eseguita nei primi anni ’90”, ma anche perché il materiale oggi a nostra disposizione è di pessima qualità. Nell’intervista audio inoltre rivela che il film è l’ultimo nel piano di restauro, quindi ancora da terminare. Esso è anche disponibile su youtube (dalla stessa identica fonte).

A Burlesque on Carmen (1915)

Per concludere arriviamo al caso di A Burlesque on Carmen (1915), che è in assoluto il miglior film girato da Chaplin nel 1915: oltre ad essere un ottimo restauro è allo stesso tempo anche una grande delusione (scrivo più a livello personale), che adesso di spiego.

Assieme al precedente Triple Trouble, anche A Burlesque on Carmen venne distribuito dalla Essanay in una copia non voluta dallo stesso Chaplin: originariamente era stato programmato per durare due rulli (come appunto la versione presentata all’interno del DVD), ma all’epoca venne distribuito dopo che Chaplin si trasferì alla casa di produzione Mutual all’inizio del 1916, in una versione allungata di altri due rulli (quindi della durata di circa un’ora), aggiungendo outtakes, cioè vari filmati scartati dopo essere state girati (all’epoca era molto raro sprecare la pellicola, perchè era molto costosa) e nuove scene che aggiungono una sotto-trama su un personaggio zingaresco interpretato da Ben Turpin. Questa versione era profondamente più difettosa per quanto riguarda il ritmo e continuità, dato che non rappresentatava la concezione iniziale di Chaplin al film.

Pare che all’uscita del film, Chaplin stette male per due giorni. Di certo c’è la causa intentata da Chaplin alla Essanay per impedirne la distribuzione, ma con esito negativo. È interessante che addirittura la vittoria in tribunale da parte della Essanay venne usata per pubblicizzare la distribuzione in sala del film.

Ma non tutto è perduto: questa versione è disponibile, anche se con una scarsa qualità di immagine, su YouTube.

Chaplin-Essanay-BookAnche se la versione più lunga viene spesso derisa per essere il non-suo peggior film (Ted Okuda ne parla nel suo libro Charlie Chaplin at Keystone and Essanay: Dawn of the Tramp), sarebbe stato interessante analizzare le due versioni del film recuperando le scene in più.

Ma forse una delle più probabili ragioni sarebbero la mancanza di copie in alta qualità del film, oppure perchè, dato che il film riprende in chiave comica la versione girata da Cecil B. DeMille qualche mese prima, si è voluta prendere più in considerazione questa versione, inclusa integralmente all’interno del DVD che, da un’attenta analisi presenta delle scene con delle elaborazioni molto simili nel punto di vista scenografico, stilistico, recitativo e addirittura negli intertitoli.

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