I restauri dei cortometraggi Essanay – Parte 3

Per concludere la nostra breve analisi, sul lavoro di restauro sul periodo chapliniano sotto la casa Essanay, prendiamo in analisi tre degli ultimi film girati sotto contratto.

Prima di volevo buttare un occhio sulle proporzioni del fenomeno che la sua popolarità aveva assunto: il 1915 segna anche l’anno del boom della celebrità Chaplin. Basti pensare alle innumerevoli parodie, citazioni, articoli e addirittura canzoni che circolavano sul mercato (senza citare gli imitatori come Billy West). Prima della dilagante Beatlemania anni ’60 esisteva negli anni ’10 la “Chaplinmania” (o “Chaplinite”, citando Cecilia Cenciarelli). Nessun media era immune! Neanche il Vecchio Continente: in Francia il direttore della Himalaya Films Jacques Haik, una compagnia che distribuisce le sue comiche, lo soprannomina ‘Charlot’.

“In quel periodo, Chaplin era talmente impegnato nella realizzazione dei suoi film da realizzare con un certo ritardo che la portata della sua celebrità si estendeva ben oltre i confini della California: “Stando alle voci la mia popolarità cresceva ad ogni nuova uscita. Vedendo le file ai botteghini mi ero reso conto del mio successo a Los Angeles, ma non della fama raggiunta altrove. Notizie da New York riferivano che tutti i grandi magazzini così come le piccole drogherie vendevano statuette e riproduzioni del mio personaggio” (Cecilia Cenciarelli – Curatrice del Progetto Chaplin). Come conferma la direttrice dell’Associazione Chaplin «Chaplin era davvero ovunque ed è ancora ovunque»

Ma torniamo ai film.

Shanghaied (4 Ottobre 1915)

In questo caso è il film a destare alcuni dubbi per quanto riguarda la copia: per la prima volta sembra che non è possibile compiere dei veri e propri miracoli sull’immagine per colpa delle sue condizioni: il nitrato a grana fine preservato al MoMa, purtroppo non offre una qualità accettabile da parte di tutti gli spettatori. Prima di tutto bisogna far notare che il problema che sto per descrivere compare sia nella versione all’interno del cofanetto della Image Entertainment (ripetiamo che è un restauro risalente al 1999) e sia nella versione restaurata nel 2014 dalla Lobster Films e Cineteca di Bologna/L’Immagine Ritrovata (contenuta nel cofanetto DVD “Charlie Chaplin – Le Comiche Essanay”)

Prima di parlare del restauro, vediamo per due secondi il lavoro di ricostruzione. Il film è finalmente più facile da comprendere, inoltre sembra che sia stato corretto l’inizio del film, che narrativamente presentava prima il tentativo del capitano corrotto di arruolare dei nullafacenti del porto: nella versione Image questa sequenza avviene prima della presentazione dell’idillio amoroso tra Chaplin e Edna, idillio purtroppo respinto dal padre di lei. Anche se la differenza non intacca minimamente il tessuto narrativo della storia, sembra collegarsi meglio nella composizione della trama. Ma veniamo al problema principale.

Prima vediamo questa scena attentamente: notate qualcosa di insolito??

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Non è comprensibile, ma con un pò di pazienza cercheremo di spiegarlo: forse le sequenze nella versione A, in ottime condizioni rispetto alla B che presenta graffi che corrono su tutto il fotogramma, non sono incluse o sono incomplete nella loro integrità (anche se ho cominciato a pensare che le scene nella copia originale non erano ordinate, dato che i graffi appaiono in particolare sulla fine del 1° rullo del film). La cosa non è sempre chiara: si passa continuamente da parti pulite a graffiate, in continuazione. Tutto ciò di prima occhiata è inaccettabile, ma dopo qualche minuto comincia quasi a diventare accettabile (in particolare nella sequenza delle disavventure con la gru dello scarico merci). Io dico solo questo, rivedendola svariate volte ho capito che la copia è esattamente la stessa (lo si capisce notando la qualità fotografica) e da giorni me lo chiedo. MA PERCHE!?

“The Simpsons” Homer the Whopper S21E01

Scusatemi se divago per due secondi, ma la scena mi fa stranamente venire in mente questa scena dei Simpsons, dove Homer nel corso delle riprese di un film non riesce a trattenere “la linea” del suo personaggio. L’effetto è esilarante.

Torniamo seri e andiamo avanti.

Triple Trouble +  Police = Life?

Uno degli ultimi lavori, non ufficiali, che Chaplin girò durante gli ultimi mesi del 1915 ad un progetto che, dal materiale che venne girato, poteva trattarsi di forse il suo primo lungometraggio. Il film in questione è Life. Di questo lavoro non esiste moltissima documentazione, tranne solo gli stessi filmati che sopravvivono in due dei cortometraggi a nostra disposizione, Triple Trouble (1918) e Police (1916).

Triple Trouble (1918) è una comica a due rulli uscita nell’agosto del 1918, quando Chaplin ormai aveva fondato i suoi studios sotto la First National: contrariamente alle precedenti, non venne distribuita senza l’approvazione dello stesso Chaplin (come era accaduto anche con A Burlesque on Carmen due anni prima).

Il film è piuttosto confuso e senza grandi pregi artistici, tanto da essere criticato all’epoca come il peggiore dei suoi film, mostra però l’abilità del suo regista Leo White (che girò nuove sequenze, con uno stile fortemente diverso da Chaplin) nel raccordare le scene di recupero e quelle nuove da lui girate. Sfortunatamente non viene molto citata la sua vicissitudine legale tranne una piccola nota da parte di Cecilia Cenciarelli all’interno del curatissimo libretto che accompagna i DVD.

Citando David Robinson (dal libro Chaplin. La vita e l’arte): “I critici avevano confermato una delle convinzioni che ormai si erano fatte più salde, dell’artista stesso, e cioè che il personaggio di Charlot attingeva coerenza e spessore dalla realtà delle situazioni e dell’ambiente. Charlot appartiene alle strade polverose di campagna, agli squallidi vicoli urbani alla solitudine e al vagabondaggio La scena del dormitorio pubblico ci offre uno squarcio interessante di quello che Chaplin voleva forse dire in Life”.

La rappresentazione della povertà al cinema del 1915 non aveva ancora preso in considerazione il realismo della rappresentazione della povertà in questi livelli, ancora di più all’interno di una comica. E’ evidente che 20 anni prima di Modern Times (1936) il germe del Chaplin rappresentatore della disoccupazione e l’impoverimento di massa, il tutto ancora prima della Grande Depressione del ’29.

Comunque il film è “uno dei pezzi del puzzle” per la ricostruzione di questo film incompiuto da Chaplin, che ormai aspirava a fare un passo avanti verso il lungometraggio (ricordiamo a tutti che Chaplin aveva partecipato, solo come attore, al lungometraggio diretto da Mack Sennett Tillie’s Punctured Romance). Il resto di questo materiale appare nel film Police (1916), come per esempio un frammento di una scena ambientata nel dormitorio pubblico. Nel corso degli anni ’90 venne realizzato un tentativo (per l’autore riuscito malissimo) di ricostruzione di quella che poteva essere la “versione integrale” del film Police (che secondo l’autore Don McGlynn era stato fatto dalla continua analisi di tutte le copie disponibili dei due film). Il documentario uscito fuori si chiama The Chaplin Puzzle (1992) e forse vale la pena per comprendere meglio l’importanza di questi materiali.

Io lo ripeto: magari un nuovo lavoro di documentazione su questo film sarebbe stato gradito come contenuto extra del film.

Police (27 maggio 1916)

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Un confronto diretto è quello che ci vuole, dopotutto parliamo della stessa identica copia su pellicola.

Dal restauro di Police (1916) ci scappa fuori una grandissima stretta di mano verso i restauratori (a parte i pochi difetti già elencati, includo anche quelli di tutti gli altri film presenti nel cofanetto): per una volta la qualità del film è quella che qualsiasi amante di Chaplin aspettava da anni. Confrontando la versione Image del 1999 con quella restaurata vediamo non solo il bordo arrotondato del fotogramma in basso a destra, ma anche I DETTAGLI!

Guardate gli occhi di Chaplin: nella versione Image del ’99 non erano molto visibili, ma con il nuovo lavoro di scannerizzazione dell’immagine in 2K finalmente riacquista quella qualità che solo sulla pellicola è possibile ottenere. Non solo: il fotogramma finalmente è pieno e reintegrato (basta notare il bordo superiore e sulla sinistra) Inoltre si nota che nella versione Image (si nota sui vestiti) c’è una specie di sovrimpressione che va da destra a sinistra: ma il tutto vene eliminato grazie nella nuova copia.

vlcsnap-2015-04-24-12h50m59s192Solo un piccolo dettaglio, ma forse è roba da nulla: a volte nel caso di Police, in particolare nella copia con più qualità, l’immagine è un pò troppo chiara (e slavata) per quanto riguarda i punti dove i neri sono più evidenti. Forse una delle motivazioni era il tentativo di ricombinare i grigi all’interno dell’immagine che soffriva di un esteso problema di contrasto. lì comunque la cosa è anche accettabile, ma lo spettatore si deve concentrare parecchio nel comprendere cosa succede.

Considerazioni finali

Per concludere, durante la scrittura dell’articolo sono venuto in possesso delle versioni restaurate della versione BluRay dei film e ho notato che sono esattamente uguali alla versione in DVD, compresi gli stessi problemi ed errori tecnici dell’immagine! Quindi non c’è praticamente niente da aggiungere, tranne l’attesa della versione USA (purtroppo in Regione 1).

Dopo l’annuncio da parte della Flicker Alley di una futura edizione home video (comincio a pensare che sarà su formato BluRay, riferendomi alla versione già pubblicata in Spagna) che verrà annunciata nei prossimi mesi, spero che prenderanno nota di tutti i consigli (ce ne sono ancora tanti ma mi fermo quì) per migliorare la qualità di questi restauri on un tocco finale, come hanno già hanno attuato nella versione BluRay dei restauri della Mutual.

Passo e chiudo.

Valerio Greco

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