Crowdfunding nel Cinema Muto

Il crowdfunding è un fenomeno in fortissima crescita nel campo del cinema, basti pensare che agli Oscar del 2016 è stato nominato – nella sezione lungometraggi animati – un film interamente realizzato con questo tipo di finanziamento: parliamo di Anomalisa (2015) di Charlie Kaufman, che l’anno precedente aveva vinto il Leone d’argento – Gran premio della giuria alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Stessa cosa per Loving Vincent (2017) – il primo film interamente dipinto su tela – che dopo una campagna di crowdfunding realizzata l’anno precedente in cui vennero raccolti 53.000 dollari per produrlo, ottenne nel 2018 la nomination come Miglior film d’animazione. Anche diversi documentari, tra cui Finding Vivian Maier (2013) e The Square (2013), sono stati realizzati grazie a questo metodo di finanziamento e hanno ricevuto una nomination per l’Oscar al Miglior documentario. Insomma nel mondo del cinema, questo fenomeno è anche capace non solo di determinare la buona riuscita di nuovi progetti messi in pratica da registi alle prime armi o indipendenti, ma anche per riscoprire quel cinema che ancora oggi sarebbe sconosciuto da tutti. Nel 2020 Hair Love ha ottenuto l’Oscar nella categoria Miglior cortometraggio animato. Realizzato dalla Sony Pictures Animation, il cortometraggio è stato finanziato nel 2017 con una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter. Dai 75.000 dollari fissati come obiettivo ne sono stati raggiunti quasi 300.000, rendendo Hair Love il corto animato che ha raccolto più fondi nella storia di Kickstarter.

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una grande riscoperta del cinema muto, grazie al ritrovamento di copie di film considerati perduti o dimenticati negli archivi delle cineteche di tutto il mondo. Un vasto patrimonio filmico che, per essere recuperato e tornare sul grande schermo, ha bisogno di un lungo e complesso lavoro da parte di autori, storici del cinema e personalità che hanno riscoperto all’interno di varie cineteche pellicole oggi dimenticate perché prima impossibili da vedere, in alcuni casi si pensava che alcuni film erano del tutto perduti, fino al ritrovamento di nuove copie. In poche parole il cinema muto è anche oggi un’immensa risorsa che ha bisogno di una piccola ma fondamentale spinta verso la sua concretizzazione.

Il cinema è un medium capace di conservare la memoria collettiva di un’epoca storica e di un popolo. Ma non dura per sempre. Le pellicole, dopo la loro distribuzione in sala, possono cadere nell’oblio o addirittura essere distrutte per sempre, come avvenne già nei primi anni ’30 con l’arrivo del cinema sonoro. La storia del cinema è costellata anche di incendi che hanno distrutto centinaia di migliaia di bobine: il cinema, rispetto alla pittura e alla scultura, è l’arte più soggetta all’autodistruzione, per la sua stessa natura fisica. Uno studio della Library of Congress afferma che il 75% di tutti i film muti sono ormai persi per sempre, ma stiamo parlando del solo cinema muto americano. Le cifre cambiano di nazione in nazione. Volendo considerare il cinema muto italiano, nel periodo che va dal 1905 al 1931, gli storici hanno catalogato poco meno di 10.000 titoli, il 90% di essi scomparso per sempre. In Germania, secondo la Deutsche Kinemathek, si stima che l’80-90% dei film muti tedeschi siano scomparsi, mentre in India le cifre raggiungono il 99,9%: secondo la Film Heritage Foundation purtroppo solo 29 dei 1.338 film muti indiani sono sopravvissuti! Preservare le pellicole esistenti è quindi importantissimo. É a questo punto che intervengono principalmente le cineteche: tra i loro obbiettivi principali c’è proprio quello di preservare il materiale cinematografico sopravvissuto – non solo quello filmico, ma anche i materiali non filmici, come poster, fotografie, documenti cartacei, apparecchiature d’epoca, ecc..

Non sempre è possibile salvare tutti i film.

Restaurare un film è sempre una questione di scelte. Facciamo un esempio fra due tipi di film: un film cult del 1950 e un film muto del 1920. Quasi sempre si sceglie di salvare il film anni ’50 e a rimetterci la pell(e)icola è lo sfortunato film muto. Le ragioni di questa scelta spesso hanno a che vedere con le leggi del mercato, ovvero quanto si ritiene commerciabile o meno un determinato film. Non a caso la storia del cinema muto ha vissuto questa traumatica esperienza della caduta nell’oblio. Kevin Brownlow scrisse che, all’inizio della sua carriera, spesso recepiva il rifiuto del pubblico verso il cinema muto. “Friends told me not to bother with the silents – they’re jerky, poorly photographed and ludicrously badly acted.” In Italia ad esempio “la politica del restauro è un misto di ‘Si salvi chi può’ e ‘Chi grida più forte è ascoltato di più‘”. Chi sceglie i film da restaurare, quelli che poi vediamo presentati nei Festival Internazionali? Lo storico del cinema Paolo Cherchi Usai in un’intervista su Quinlan a tal proposito disse: “Li scelgono due tipologie di persone: i direttori della cineteche e chi mette i soldi per restaurare i film. E i finanziatori ragionano così: vogliamo restaurare un film, ma deve essere famoso, deve far parlare la stampa, deve dare lustro alla nostra società. Questo non è sostegno al restauro è sostegno al prestigio, al prestigio che viene dal restauro” […] “Salvaguardare il nostro patrimonio cinematografico è una missione estremamente complessa. Ad oggi l’istituzione più vicina a questo progetto è la Cineteca Nazionale, ma riceve cifre inadeguate. Certo se ci fosse una continuità forse sarebbe diverso. Il mondo delle cineteche ha una parola chiave da tenere a mente: “pazienza”. Purtroppo Nitrate Won’t Wait! come recita il celebre slogan della call-to-action degli archivi delle cineteche di tutto il mondo per sottolineare la necessità di un intervento immediato prima di perdere per sempre i materiali filmici per ora a disposizione.

Robert A. Harris “Most of the early films did not survive because of wholesale junking by the studios. There was no thought of ever saving these films. They simply needed vault space and the materials were expensive to house“. Indipendentemente dall’età della copia stessa, soprattutto verso i primi anni ’80, poteva accadere che quelle (poche) pellicole selezionate per essere archiviate dagli studios, per motivi economici venivano conservate in modo improprio secondo gli standard dettati dalla FIAF – associazione fondata nel 1938 contraddistinta nella messa a punto di uno standard di archiviazione del materiale cinematografico – e queste scelte procuravano inevitabilmente anche più danni. La questione è molto semplice: più il film è fragile e più aumentano significativamente le difficoltà e i costi del processo di conservazione, perché sono molto elevati: la fondazione no-profit di Martin Scorsese The Film Foundation – un’organizzazione no profit con sede negli Stati Uniti dedicata alla conservazione del film e alla mostra del cinema restaurato e classico dal 1990 – ha stimato il costo medio di un restauro fotochimico di un film – nel caso è a colori e sonoro – è fra i 50.000 e i 100.000 dollari. Può anche accadere in casi estremi, come a proposito alcuni casi di film indiani pre-1960, che il costo del restauro è superiore agli stessi costi di produzione del film originale, come scrive Shivendra Singh Dungarpur, fondatore della Film Heritage Foundation.

La gravità dei danni fisici e chimici di una pellicola ne influenzano la sorte: se il film non viene ritenuto commerciabile o se le spese di restauro sono troppo onerose finisce per diventare invisibile al grande pubblico. Queste scelte possono anche scoraggiare il pubblico e gli amanti del cinema. Per queste ragioni qualcuno hanno intrapreso con successo la strada del Crowdfunding, riuscendo in parte a superare il problema e portando alla luce film che senza il loro aiuto oggi sarebbero del tutto sconosciuti. Scopriamo di seguito alcuni esempi chiave.


Undercrank Productions

Succede spesso che col passare del tempo alcuni film vengano dimenticati dal grande pubblico e che resti traccia di questi titoli solo nei libri di storia del cinema. A questo punto ci possiamo chiedere: che cosa abbiamo dimenticato?

Facciamo un esempio: quanti di voi sanno che Charlie Chaplin negli anni ’10 aveva così tanto successo da avere addirittura una sua versione – non-ufficiale – a cartoni animati? Forse oggi in pochi lo ricordano, anche se questa serie, prodotta tra il 1918 e il 1919, aveva un discreto successo grazie anche al suo animatore: Pat Sullivan – (forse) il creatore di Felix the Cat.

Charley on the Farm (1919) è uno dei corti della famosa serie di Sullivan che oggi tutti abbiamo la passibilità di vedere grazie al crowdfunding, ma questo è solo uno dei tanti tesori che vengono custoditi nelle cineteche di cui il pubblico può ignorare l’esistenza.

Quando si tratta di recuperare film che fanno parte del cinema muto, accade che spesso i budget a disposizione non siano molto alti e inevitabilmente si finisce per scegliere i titoli più noti e considerati per questo più redditizi sul mercato. Quindi una grandissima parte di essi non vengono selezionati e rimangono invisibili per decenni: ci si trova quindi di fronte alla complicata questione di dover decretare quale film può essere salvato e preservato e quale no, come avviene annualmente al National Film Preservation Board. Pubblicare un film in home video è un processo costoso perché le pellicole devono essere digitalizzate e restaurate.

In poche parole c’è bisogno di investimenti, ma dove trovarli?

Nel 2015 lo storico del cinema e pianista di cinema muto Ben Model, ebbe l’ingegnosa idea di pubblicare in DVD una dozzina di cortometraggi oggi sopravvissuti in formato 16mm provenienti dalla sua collezione personale, grazie ad una campagna di fondi avvenuta tramite Kickstarter che raccolse più di 4.500 dollari. Nacque così la casa di distribuzione Undercrank Productions.

Ma partiamo dal principio: tutto iniziò con il “Mostly Lost” Film Festival della Library of Congress che negli anni è diventato meta di pellegrinaggio per appassionati di cinema e per storici del settore. Il Mostly Lost è un festival dove il pubblico non ha alcuna idea di quello che vedrà perché il programma è composto esclusivamente da film non ancora identificati. Armati di PC e attenti ai minimi dettagli che scorrono sullo schermo – come attori, location o addirittura la targa di un auto – il pubblico è chiamato ad identificare le pellicole che vengono proiettate sullo schermo. Film e cortometraggi spesso provenienti da vecchie pile di rulli, a volte trovati anche in vecchi scantinati. Non parliamo solo di cinema muto, ma anche film sonori girati negli anni successivi.

mostly_lost_4b_hr_custom-9afdfe43c6da8fe0528bcd34c87c9d82c96fca33-s900-c85

Tra i frequentatori di questo festival ci sono personalità in grado di determinare addirittura l’anno di produzione di un qualsiasi oggetto presente in scena e di riconoscere un attore presente sullo schermo – anche se è coperto da un pesante trucco che lo rende irriconoscibile. Uno dei più agguerriti è lo straordinario Steve Massa, storico del cinema muto comico internazionale. Il festival si svolge ogni anno allo State Theatre, all’interno della National Audio-Visual Conservation Center a Culepepper (Virginia), e oltre a spettatori appassionati di cinema, tra i presenti in sala è facile trovare personalità del settore, come lo storico del cinema e compositore Ben Model, il direttore della Lobster Film Serge Bromberg, Rob Farr, Andrew Simpson, George Willeman, Rob Stone, Rachel Parker, Philip Carli, Steve Rydzewski e un elenco quasi interminabile di veri e propri supereroi del settore.

13668784_10100709749533399_2067192425125076543_o

Partendo da questo festival, unico nel suo genere, è nata l’idea di distribuire questi film in DVD, anche se all’inizio il progetto sembrava azzardato e difficile da finanziare. Qual era allora la soluzione? Appunto il Kickstarter, con il fine di distribuire in home video e su YouTube cortometraggi muti e sonori – come commedie, film d’animazione e educativi – che oggi sono considerati rarità e che abbiamo la possibilità di visionare per puro caso, da cui deriva il nome: Accidentally Preserved (“preservati per caso“). Teniamo presente che questi cortometraggi sono di pubblico dominio.

0ac9ad6c7d478b3a0a4ce796d17594a5_original

La raccolta fondi del primissimo DVD “Accidentally Preserved – rare & lost silent films on DVD”, iniziata il 5 novembre 2012 e terminata un mese dopo è stata un grande successo, raccogliendo l’incredibile cifra di ben 4.639$ – una somma superiore ai 3,600$ richiesti. Il tutto per cortometraggi virtualmente sconosciuti dalla loro uscita in sala: “While what I plan to release may not be a super-famous rarity (like “London After Midnight” or a pie fight cut from “Napoleon”), what I do have are silent movies that are entertaining and deserve to be made available for cultural, historic and entertainment purposes. The film are all shorts, 10-20 mins each, and are all in the public domain. Most are comedies, but there are one or two animated films and industrial/educational titles as well“.

Il progetto iniziale prevedeva la pubblicazione di questi cortometraggi:

  • Cook, Papa, Cook (1928) – starring Henry Murdock- until I won this on eBay last summer, this film had been lost since its release in 1928
  • The Story of the Star Spangled Banner (1921) – this film’s production year and stars were identified and confirmed through user comments after I posted the film online in July!
  • Not Wanted (1924) – starring Billy West – originally a Chaplin impersonator, West made a successful series after dropping the Chaplin costume. This film’s 2nd reel is all that survives of this entry from that series.

Dall’inizio il progetto è sempre stato orientato alla pubblicazione di altri volumi simili a questo come spiegato dallo stesso Model: “Each DVD will have 8 or 9 rare or lost silent films on them, all in new professional HD video transfers by colleagues of mine. Each film will have a brand new custom musical score on piano or organ that I will create. The DVDs will be professionally authored and they will be produced and made available for sale on Amazon.com via Amazon’s CreateSpace service. The box art and a brand new logo for “Accidentally Preserved” will be created by professional graphic designer and silent era afficionado Marlene Weisman“. E non finisce quì! Grazie al contributo di Model, oggi dopo 90 anni dalla loro uscita in sala possiamo vedere – e riscoprire – i cortometraggi di due importanti comici dell’era muta: Harry Watson, Jr. e Marcel Perez.

La comicità di Harry Watson, Jr. è nata nel mondo grottesco dei circhi americani della Ringling Bros, della Barnum & Bailey Circus e dopo sui palcoscenici di Broadway e nei Ziegfeld Follies nel 1907. Un grande successo, che gli permise nel 1915 il passaggio sul grande schermo grazie al produttore George Kleine. Nacque l’idea di costruire una serie di film intorno al noto personaggio vagabondo di Watson, e in questo modo nacquero The Mishaps of Musty Suffer. Kleine distribuì la serie one-reelers di “Musty” settimanalmente tra il 1916 e il 1917 in tre serie da dieci film l’una. Oggi sopravvivono ventiquattro dei trenta cortometraggi e sono conservati presso la Library of Congress di Washington.

musty_suffer_mpworld_19160408_001

Dagli anni ’10 ad oggi, cortometraggi sono stati visti pubblicamente solo rarissime volte e prima non erano assolutamente disponibili in Home Video… fino ad oggi. La collezione in DVD di The Mishaps of Musty Suffer (divisi in volume 1 e 2), raccoglie i seguenti titoli:

THE MISHAPS OF MUSTY SUFFER – Volume 1

  • Going Up (1916) – 12 mins
  • The Lightning Bellhop (1916) – 13 mins
  • Just Imagination (1916) – 14 mins
  • Blow Your Horn (1916) – 12 mins
  • While You Wait (1916) – 14 mins
  • Local Showers (1916) – 12 mins
  • Outs and Ins (1916) – 12 mins
  • Spliced and Iced (1917) – 12 mins
  • Hold Fast (excerpt) (1916) – 6 mins
  • Capturing Chicago (1916)- 10 mins

THE MISHAPS OF MUSTY SUFFER – Volume 2

  • Showing Some Speed (1916) – 13 mins
  • Out of Order (1916) – 13 mins
  • Musty’s Vacation (1916) – 13 mins
  • Strictly Private (1916) – 13 mins
  • Actors Fund Field Day (1910) – 5 mins
  • The Fixer (1915) – (1916) – 33 mins

Con l’altra collezione The Marcel Perez collection, scopriamo per la prima volta le comiche del comico Marcelo Fernández Peréz. Conosciuto col nome d’arte Marcel Fabre e interprete del personaggio comico Robinet, realizzò durante la sua carriera in Italia moltissime comiche presso la casa di produzione Ambrosio Film di Torino, interpretando anche uno dei primissimi lungometraggi comici europei, Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola (1913). In questo cofanetto Model ha raccolto i cortometraggi girati da Perez sia nel periodo italiano che negli Stati Uniti, dove vi emigrò durate la Prima Guerra Mondiale e continuò la sua carriera nel cinema fino alla sua prematura morte avvenuta nel 1929 a soli 45 anni. I titolo di questa collezione sono:

  • L’abito bianco di Robinet / Robinet’s White Suit (1911) Italy. Ambrosio
  • Robinet innamorato di una chanteuse / Robinet in Love with a Singer (1911) Italy. Ambrosio
  • Signora Robinet / Mademoiselle Robinet (1912) – Italy. Ambrosio
  • Robinet troppo amato da sua moglie / Robinet is Loved Too Much By His Wife (1912) Italy. Ambrosio
  • Robinet è Geloso / Robinet is Jealous (1914) – Italy. Ambrosio
  • A Bathtub Elopement (1916) – USA, Eagle
  • A Busy Night (1916) – USA, Eagle
  • Camouflage (1918) – USA, Jester (r2 only) – just preserved by LoC!
  • You’re Next (1919) – USA, Jester
  • Sweet Daddy (1921) – USA, Reelcraft

Entrambi i dischi non solo sono stati messi in vendita su Amazon con grande successo, ma addirittura il secondo ha vinto una menzione speciale ai DVD Awards del festival Il Cinema Ritrovato.

Tra i progetti più recenti c’è la riscoperta di un’attrice comica del cinema muto fino ad oggi completamente dimenticata: Alice Howell, conosciuta all’epoca come “the Female Chaplin”, (assieme alla collega Mabel Normand) presso la casa di produzione Keystone. The Alice Howell DVD project ha distribuito i seguenti titoli

  • How Stars are Made (1916)
  • In Dutch (1918)
  • A Convict’s Happy Bride (1920)
  • His Wooden Legacy (1920)
  • Distilled Love (1920)
  • Under a Spell (1925)
  • Shot In The Excitement (1914)
  • Under New Management (1915)
  • Her Lucky Day (1920)
  • Neptune’s Naughty Daughter (1917)
  • Father Was a Loafer (1915)

Ultimamente fra i progetti non ci sono solo cortometraggi, come nel caso della raccolta Douglas MacLean [comprendente One a Minute (1921) and Bell Boy 13 (1923)] ma anche un lungometraggio: When Knighthood Was in Flower (1922) con protagonista Marion Davies. La campagna Kickstarter di quest’ultimo film riuscì a raccogliere, dai pianificati 3.400 dollari, la straordinaria cifra finale di quasi 12.000 dollari! L’ultimo progetto Kickstarter di Ben Model è stato The Edward Everett Horton DVD Project, che già 6 ore dopo la sua pubblicazione, il 2 agosto 2020, ha ottenuto uno strepitoso successo: dall’iniziale somma richiesta di 6.700$ ha raccolto la somma finale di ben 20.955$! I film di quest’ultima collezione in DVD sono: No Publicity (1927), Find the King (1927)Dad’s Choice (1928)Horse Shy (1928)Vacation Waves (1928).

Nel tempo il progetto si è ampliato con la vendita su Amazon cofanetti DVD e la realizzazione di altre raccolte. “I have 15 rare/lost silent films to release, plus a handful of collectors have offered me access to rare/lost silent films from their 16mm collections. That’s a lot more film to make available than this Kickstarter budget covers.”

“The more money that’s raised, the more films and DVDs we can release!”

Ben Model dal 22 marzo 2020 – a causa del lockdown dovuto dal COVID19 – ha dato inizio alla serie The Silent Comedy Watch Party, una trasmissione settimanale in diretta su YouTube ogni domenica sera (ora italiana) di film muti con accompagnamento al piano dal vivo.

Ogni episodio è composto tre cortometraggi comici slapstick dell’era del muto introdotti dallo stesso Model e dallo storico del cinema Steve Massa, a volte accompagnati da alcuni ospiti. Lo spettacolo è trasmesso in streaming dal vivo dal salotto di casa di Ben Model, con Steve Massa in collegamento streaming dal suo appartamento. I film sono tratti principalmente da DVD pubblicati dalla Undercrank Productions, molti dei quali provengono da rare copie d’archivio conservate dalla Library of Congress o dall’USC Hugh M. Hefner Moving Image Archive. Di recente alcuni cortometraggi selezionati sono presentati per gentile concessione di Kino Lorber, Lobster Films, The Blackhawk Films Collection, Milestone Films e l’EYE Filmmuseum e altri. La serie ha ottenuto un grandissimo successo su YouTube e finora ha trasmesso più di 50 episodi, oggi disponibili sulla pagina YouTube di Model. L’autore dell’articolo non ne ha mai perso un episodio trasmesso ogni domenica sera.


Tommy Jose Stathes – “The King of Old Cartoons”

Il grande successo di queste campagne Kickstarter ha convinto a lanciarsi in quest’impresa anche altri amanti del cinema muto, come il giovanissimo Tommy Jose Stathes,

Tommy a soli 25 anni già possiede una grande collezione di almeno 1200 cortometraggi muti animati che vanno dagli albori del cinema agli anni ‘10 e ‘20. La sua collezione include tantissime pietre miliari dell’animazione, fra cui le serie di Bobby Bumps, Felix the Cat, Alice Comedies, Oswald the Lucky Rabbit, Mutt & Jeff, KoKo The Clown, Farmer Alfalfa, Krazy Kat, Laugh-O-Grams, Charlie Chaplin Cartoon, Col. Heeza Liar, Dreamy Dud, Dinky Doodle e le opere di alcuni dei più importanti animatori del muto come, solo per elecarne alcuni, J. Stuart Blackton, Emil Cohl e Wladyslaw Starewicz.

I’ve had a lifelong attraction to two very specific subjects: history, and animated cartoons. My love for cartoons came first, in infancy, and my passion for learning about history and collecting historical objects came a bit later, at the wise old age of five“.

Sin dai primi anni ’90 Tommy ha collezionato cartoni animati a partire dalle economiche VHS acquistabili nei drugstore e nei supermercati, che contenevano cartoon che andavano dagli anni ’30 agli anni ’40, che sono diventate il punto il fulcro della sua passione da collezionista. In due decenni di ricerca ha salvato e archiviato nella sua collezione i primi film d’animazione su diversi formati: 16mm, 17.5mm, 28mm e 35mm in modo che sempre più titoli possano essere facilmente studiati e resi disponibili per il riutilizzo. L’elenco dei film presenti nella sua collezione è consultabile sul suo sito web e include anche molti orphan film che sono difficili o impossibili da vedere – assieme a una lunga lista di film che o non sono presenti o sono incompleti nella sua collezione. Una delle sue missioni è anche quella di mettere i film d’archivio a disposizione del pubblico e degli studiosi di tutto il mondo attraverso l’home video.

La sua passione lentamente ha catturato l’attenzione del pubblico, facendolo diventare negli ultimi anni una delle maggiori personalità nell’ambito della storia del cinema d’animazione, collaborando a varie edizioni home video e documentari come American Experience: Walt Disney (2015). Tommy ha collaborato col canale Turner Classic Movies organizzando nel 2012 un programma sulle origini dell’animazione newyorchese nelle prime tre decadi dell’industria dei cartoon – con il veterano presentatore del canale Robert Osborne e lo storico del cinema d’animazione Jerry Beck – e poi nell’ottobre del 2014 con una selezione di 10 corti animati per celebrare il centesimo anniversario dei Bray Studios all’interno del programma Back to the Drawing Board. Recentemente è stato anche co-autore – assieme a Andrew T. Smith – del documentario Cartoon Carnival: The Documentary che parla sulla nascita della forma d’arte animata, con interviste a Peter Lord, Kevin Brownlow, Howard Beckerman e Zachary Strobel. Tommy aveva capito che queste opere meritavano di essere restaurate e pubblicate in DVD e BluRay e in questo modo nacque la serie Cartoon Roots (“Le radici dei cartoni animati”) e nel dicembre 2014 nacque la prima campagna Kickstarter.

TOM

The Bray Studios: Animation Pioneers è stato il suo primo progetto che grazie a 300 sostenitori ha raccolto oltre 15.000 dollari. Questo ha permesso di restaurare e pubblicare in un’edizione DVD/BluRay una selezione di 14 cortometraggi della Bray Studios, noto per essere stato dal 1913 al 1927 – ovvero quindici anni prima della nascita di Mickey Mouse dalla Disney – il primo vero studio d’animazione della storia del cinema. L’edizione comprende anche dei contenuti extra. I fondi raccolti hanno potuto coprire i costi per la scannerizzazione in alta definizione – in formato 2K – degli elementi filmici dei cortometraggi, assieme al loro restauro e alla registrazione delle colonne sonore, appositamente composte da Robert Israel e Charlie Judkins. Con un frammento proveniente dal cartoon The Police Dog on the Wire (1916) – Stathes ha spiegato come si è svolto il lavoro di restauro: in questo caso sono stati scansionati gli elementi da una copia 16mm – di scarsa qualità – di una riedizione anni ’40 prodotta per le proiezioni con proiettori giocattolo, proveniente dalla sua collezione privata. Dopo è stato ripulita dai difetti provenienti dalla copia di provenienza, stabilizzata e infine migliorata nei toni. Questo è lo strabiliante risultato – da confrontare dall’unica versione video, prima disponibile solo su Dailymotion.

Il progetto è stato distribuito sia ai sostenitori dalla campagna Kickstarter che messo in vendita su Amazon su questo link. I titoli contenuti in questa edizione Combo DVD/BluRay sono:

  • The Artist’s Dream (1913)–the first-ever Bray film, sourced from 35mm!
  • Col. Heeza Liar’s African Hunt (1914)
  • Diplodocus (1915) Bray’s infamous rip-off of Winsor McCay’s Gertie the Dinosaur
  • The Police Dog on the Wire (1916) by Carl Anderson
  • Farmer Alfalfa Sees New York (1916) by Paul Terry
  • Bobby Bumps’ Pup Gets the Flea-Enza (1919) by Earl Hurd
  • The Best Mouse Loses (1920) with Krazy Kat and Ignatz
  • The Tale of a Wag (1920) with Jerry on the Job
  • A Fitting Gift (1920) with Judge Rummy and Silk Hat Harry
  • The Pied Piper (1924)
  • Pete the Pup in The Lunch Hound (1927) by Walter Lantz
  • The Tantalizing Fly (1919) by Max Fleischer, with Ko-Ko the Clown (before he was given that name)
  • How Animated Cartoons Are Made (1919) by Wallace Carlson
  • Chemical Inspirations (1921)
  • The Point of View (circa 1921) A rare educational Bray film about poor eyesight–including stock footage from Bray cartoons. A film previously unknown in Bray research until this lone 16mm print surfaced in 2014!

Ecco a voi il trailer del cofanetto The Bray Studios: Animation Pioneers (Blu-Ray/DVD combo).

Questo strabiliante successo ha spinto Tommy verso nuove campagne Kickstarter legate al cinema muto d’animazione con un secondo progetto incentrato su un importantissimo personaggio degli anni ’10: Bobby Bumps.

Bobby Bumps era un birbante ragazzo della classe media, come molti dei personaggi dei fumetti dell’epoca. Conosciuto come il Bart Simpson del cinema muto“, Bobby si diverte in modo creativo creando problemi, spesso con l’aiuto del suo cane scontroso Fido e il suo amico nero Choc’late. Le figure autoritarie della serie Bumps sono il padre (non molto lontano dal carattere di Homer Simpson), la sua altezzosa mamma e la loro tenace domestica Goldie, un personaggio stereotipato mai visto senza un fazzoletto di fronte al viso – un’anticipazione della celebre Mammy Two Shoes di Tom e Jerry. Un bambino fuori dalle regole, come il contemporaneo personaggio di Dreamy Dud creato da Wallace Carlson, protagonista di una serie di cartoon, come il divertente Dreamy Dud – He Resolves Not to Smoke (1915) e il corto How Animated Cartoons Are Made (1919), presente nel precedente cofanetto The Bray Studios: Animation Pioneers.

Quanto è importante questo personaggio nella storia dell’animazione? Tantissimo! Il creatore della serie era il disegnatore e animatore Earl Hud, è oggi noto per essere un pioniere della cel animation, un tipo di animazione depositato nel 1914 che prevedeva l’uso di diversi fogli trasparenti di celluloide sui quali si disegnano i singoli movimenti che vengono uno ad uno fatti scorrere davanti ad una macchina da presa, dando l’illusione di un movimento fluido e continuo: questa è stata la principale di tecnica di animazione utilizzata – solo per citare i più importanti – da Disney, Looney Tunes, Hanna & Barbera, Hayao Miyazaki e tantissimi altri. Inoltre l’idea venne ispirata dalla tecnica utilizzata da Winsor McCay nella realizzazione di Gertie The Dinosaur (1914) con l’uso di 25.000 disegni dalle dimensioni di 17 cm × 22 cm l’uno, ma la tecnica venne migliorata da Hud consentendo di eliminare l’effetto “jittery. Alcuni cartoni animati di Bobby successivamente invocano la “mano dell’artista” – ispirate dai corti del giovanissimo Max Fleischer – dove un Bobby disegnato a mano che combatte contro il suo disegnatore, anche se l’idea è stata utilizzata solo occasionalmente. Questo progetto ha raccolto più di 6000 dollari e include 15 rarissimi corti della serie, fra cui i titoli:

  • Bobby Bumps And His Pointer Pup (1916)
  • Bobby Bumps Gets A Substitute (1916)
  • Bobby Bumps’ Fly Swatter (1916)
  • Bobby Bumps Helps Out A Book Agent (1916)
  • Bobby Bumps Adopts A Turtle (1917)
  • Bobby Bumps, Surf Rider (1917)
  • Bobby Bumps, Chef (1917)
  • Fido’S Birthday Party (1917)
  • Bobby Bumps At The Dentist (1917)
  • Caught In The Jam (1918)
  • Bobby Bumps’ Last Smoke (1919)
  • Their Master’S Voice (1919)
  • Hunting An’ Fishing (1921)
  • Fresh Fish (1922)
  • Chicken Dressing (1923)

Tommy Jose Stathes, oltre alle campagne crowdfunding ha anche creato nel tempo un’etichetta di distribuzione chiamata Cartoons on Film. Dal 2009 organizza proiezioni dal vivo comprendenti una selezione di corti animati in 16mm a sorpresa e presentati dallo stesso Tommy, tutte accompagnate da una diretta streaming, anche su prenotazione, sul sito The Cartoon Carnival.

Negli ultimi anni Tommy ha pubblicato in DVD e BluRay una serie di edizioni home video dedicati ai cartoon muti provenienti dalla sua vasta collezione di pellicole, come il primo volume chiamato Cartoon Roots con all’interno una selezione di lavori degli autori Earl HurdPaul Terry e Walter Lantz e soprattutto Max Fleischer. Fleisher nella storia del cinema di animazione è nello stesso livello di importanza di Walt Disney e Tex Avery: fu il responsabile di importanti innovazioni tecnologiche nel campo dell’animazione come il rotoscopio e fra i personaggi da lui portati sullo schermo sono da citare Betty BoopKoko il ClownPopeye e Superman oltre ad aver prodotto due film di animazione I viaggi di Gulliver (1939) e il meno ricordato Hoppity va in città (1941). A differenza di quanto scritto nei manuali di storia del cinema, il primo cartone animato con sonoro sincronizzato della storia non è Steamboat Willie (1928) di Walt Disney, ma il corto della serie Song Car-Tunes My Old Kentucky Home (1926) diretto da Fleisher, contenente il primo tentativo di dialogo animato, poiché nel film un cane pronuncia le parole “Follow the ball, and join in, everybody” in notevole sincronizzazione – benché l’animazione fosse un po’ limitata. Infine fu il primo nel 1919 a combinare disegni animati con riprese di scene reali come presenti nella serie Out of the Inkwell di dove si vede lo stesso Fleisher interagire con Koko il Clown – anni prima della serie di Walt Disney Alice Comedies. Ecco l’elenco completo dei cortometraggi:

  • LIGHTNING SKETCHES (Blackton, 1907)
  • CARTOONS ON TOUR (Barré, 1915)
  • COL. HEEZA LIAR, DETECTIVE (Bray, 1923)
  • BOBBY BUMPS STARTS TO SCHOOL (Hurd, 1917)
  • Out of the Inkwell: THE CIRCUS (Fleischer, 1920)
  • THE JOLLY ROUNDERS (Terry, 1923)
  • Mutt and Jeff: FIREMAN SAVE MY CHILD (Huemer, 1919)
  • Jerry On the Job: THE BOMB IDEA (Bray, 1920)
  • FELIX COMES BACK (Messmer, 1922)
  • Farmer Al Falfa: SPRINGTIME (Terry, 1923)
  • Krazy Kat: SCENTS AND NONSENSE (Bill Nolan, 1926)
  • Dinky Doodle: LOST AND FOUND (Lantz, 1926)
  • Binko the Cub: HOT-TOE MOLLIE (Romer Grey, 1930)
  • Toby the Pup: THE MILKMAN (Huemer, 1930)
  • FARMERETTE (Van Beuren, 1932)

Recentemente è uscito sul mercato un’altra raccolta di titoli provenienti dalla sua collezione: Cartoon RootsHalloween Haunts, dedicato ai cartoon muti a tema horror. Il titolo che più colpisce la nostra attenzione è il più antico del boxset: The Haunted Hotel (1907) del pioniere J. Stuart Blackton, fondatore della Vitagraph e figura chiave del cinema d’animazione. Nel cinema animazione delle origini pre-anni ’10 esistevano due tecniche: far muovere degli oggetti (frame-by-frame) o produrre disegni per ricreare il movimento. Blackton, assieme al francese Émile Cohl, è stato uno dei primissimi registi a usare la tecnica dell’animazione muovendo pazientemente degli oggetti su ogni singolo fotogramma. Il suo cortometraggio Humorous Phases of Funny Faces (1906) è considerato il primo film d’animazione in assoluto (in stop motion e Cutout animation) dove vengono animate delle figure disegnate su una lavagna, ma in The Haunted Hotel (1907) a differenza del primo vengono animati degli oggetti reali.

Qui il movimento “magico” aveva luogo all’interno di una scena del film: il padrone di un hotel è perseguitato da forze soprannaturali e in una scena, vediamo un’inquadratura ravvicinata degli oggetti su un tavolo, un coltello si muove da solo per tagliare e spalmare di burro una fetta di pane. The Haunted Hotel fu uno dei primi film distribuiti dal nuovo ufficio parigino della Vitagraph e fu molto imitato all’estero, come dalla Pathé Frères con Romeo Bosetti e da Segundo de Chomón in La maison ensorcelée (1907) che ripeteva la scena del tavolo nello stesso modo, solo che questa volta in tavola c’era una cucina più europea per la presenza di un salame affettato (e ricordiamoci che era per colazione). Tornando a Cartoon RootsHalloween Haunts, troviamo all’interno, oltre al citato corto di Blackton, i seguenti titoli:

  • THE HAUNTED HOTEL (J. Stuart Blackton, 1907)*
  • THE PUMPKIN RACE (Roméo Bosetti, 1907)**
  • Out of the Inkwell: THE OUIJA BOARD (Max Fleischer, 1920)**
  • Dinky Doodle: JUST SPOOKS (Walter Lantz, 1925)**
  • Out of the Inkwell: Koko Sees Spooks (Max Fleischer, 1925)
  • Alice’s Mysterious Mystery (Walt Disney, 1926)**
  • Mutt & Jeff: SLICK SLEUTHS (Associated Animators, 1926)**
  • Hot Dog Cartoons: PETE’S HAUNTED HOUSE (1926)
  • Felix the Cat: SURE-LOCKED HOMES (Otto Messmer, 1928)**
  • The Fresh Lobster (circa 1920s) with Billy Bletcher
  • Snap the Gingerbread Man: The Witch’s Cat (Kinex Studios, 1929)**
  • Waffles & Don: The Haunted Ship (Van Beuren Productions, 1930)
  • Felix the Cat: SKULLS AND SCULLS (Otto Messmer, 1930)
  • Tom & Jerry: WOT A NIGHT (Van Beuren Productions, 1931)
  • Felix the Cat: BOLD KING COLE (Van Beuren Productions, 1936)

L’ultima pubblicazione di Cartoons On Film, Cartoon Roots: Otto Messmer’s Feline Follies (1916-1923), è dedicata a Crazy Kat, che qualche anno dopo divenne il gatto animato più famoso del cinema muto, Felix The Cat.

Felix the Cat è stato il cartoon più popolare del cinema muto, soprattutto nel periodo dal 1922 al 1925, anno in cui Educational Pictures ne ha assunto la distribuzione e Sullivan ha offerto loro un nuovo cortometraggio di Felix ogni due settimane. La combinazione di una solida animazione, un’abile promozione e una distribuzione capillare ha portato la popolarità di Felix a nuovi livelli mai visti prima per un cartoon. La semplicità del disegno, in un’ epoca in cui si usavano limitatamente i fogli di celluloide sovrapposti (e in pratica ogni fotogramma veniva disegnato integralmente ogni volta), non riduceva però la fantasia, ma la trasformava semmai in pura elaborazione grafica. La coda di Felix si staccava dal corpo, diventava un oggetto e uno strumento, assumeva la forma di un punto esclamativo o di domanda per esprimere la limitata gamma di emozioni del gatto. Nacquero anche i primi gadget ispirati al cartoon come alcune bambole Felix e qualche anno dopo venne venduto per la prima volta il Kit-Cat Klock. In seguito lo studio ha avuto problemi durante l’avvento dei cartoni animati sonori nei primi anni Trenta, quando la popolarità di Topolino di Walt Disney sorpassò quella di Felix. Sullivan cercò quindi di adattare Felix creando i suoi primi cartoni animati sonori, ma non riuscirono a soddisfare il pubblico e Sullivan chiuse lo studio nel 1930. Morì tre anni dopo a causa di problemi di salute legate all’alcolismo.

Pensate che Felix è stato una delle prime immagini trasmesse dalla televisione, quando la RCA ha scelto una bambola Felix per un esperimento di trasmissione della NBC del 1928, nel parco Van Cortlandt di New York.

Tantissimi hanno tentato di imitarlo ma nessuno l’ha disegnato come il suo creatore Otto Messmer, anche se tutt’ora esistono affermazioni contrastanti la sua vera parternità perché i sostenitori di Pat Sullivan hanno suggerito che il suo film The Tail of Thomas Kat (1917) potrebbe essere un prototipo di Felix, e hanno dimostrato che la grafia in Feline Follies appartiene a Sullivan.

All’interno di quest’edizione, con film per la prima volta in DVD e BluRay ci sono interessanti contenuti extra con i rari cartoni animati di Chaplin “Charley” di Messmer.

  • CHESTNUTS (c. 1916)
  • CHARLEY AT THE BEACH (1919)
  • CHARLEY AT THE CIRCUS (1919)
  • FELINE FOLLIES (1919)
  • FELIX MAKES GOOD (1922)
  • FELIX IN LOVE (1922)
  • FELIX WAKES UP (1922)
  • FELIX MINDS THE KID (1922)
  • FELIX TURNS THE TIDE (1922)
  • FELIX LENDS A HAND (1922)
  • FELIX FIFTY-FIFTY (1922)
  • FELIX WINS OUT (1923)
  • FELIX TRIES FOR TREASURE (1923)
  • FELIX REVOLTS (1923)
  • FELIX STRIKES IT RICH (1923)

Infine il suo più recente progetto Kickstarter di Cartoon Roots, stavolta dedicato sul pioniere dell’animazione di origina italiana Walter Lanz con la serie di cortometraggi Dinky Doodle & Co. Lanz ha cominciato la sua carriera a 16 anni – ispirato dalla visione di Gertie the Dinosaur di Winsor McCay – presso i Bray Studios e nel 1924 ha diretto, animato e persino recitato nella sua prima serie di cartoni animati, Dinky Doodle – stavolta ispirato dalla serie Out of the Inkwell di Max Fleisher. Dopo un breve periodo sotto Mack Sennett e Frank Capra fu assunto da Charles B. Mintz come regista della serie di cartoni animati Oswald the Lucky Rabbit per la Universal Pictures (che venne strappato al suo creatore Walt Disney, che si vendicò con la creazione di Topolino nel 1928). In seguito Lantz creò Pooch the Pup, il pinguino Chilly Willy – poi sviluppato da Tex Avery – e infine creò il suo personaggio più famoso PicchiarelloWoody Woodpecker – che fu il protagonista di oltre 140 cortometraggi prodotti dalla Universal Pictures. In merito alla sua prolifica carriera, ebbe nel 1979 il Premio Oscar alla carriera.

Dinky Doodle è una rarissima serie di cortometraggi di Walter Lantz della Bray Productions durata dal 1924 al 1928 che aveva come protagonista un ragazzino avventuroso e burlone con un cane birichino (e a volte paziente) come sua spalla di nome Weakheart. Dal catturare delinquenti al tuffarsi in parodie di storie famose, Dinky cerca guai e non li lascia mai. I film di Dinky sono una combinazione incredibilmente divertente e inventiva di animazione e film in live-action, dove con co-protagonista c’è il giovane Lantz stesso, capo umano di Dinky e Weakheart. Molti di questi corti non sopravvivono in ottime condizioni e verranno utilizzati per il restauro i migliori materiali oggi conosciuti. All’interno di quest’edizione, con film per la prima volta in DVD e BluRay ci sono interessanti contenuti extra con il raro The Clown’s Pup (1919) forse il primo corto Inkwell sopravvissuto, proveniente da una copia 35mm. In questo progetto – che chiede 16.900$ e ne ha raccolti in totale ben 38.565$ – verranno scannerizzati e restaurati in 2K e musicati i seguenti 15 film:

  • The Magic Lamp (1924) the first Dinky Doodle cartoon, with Weakheart
  • Little Red Riding Hood (1925) with Dinky Doodle & Weakheart
  • The House that Dinky Built (1925)
  • Dinky Doodle and the Bad Man (1925)
  • Dinky Doodle in the Hunt (1925)
  • Dinky Doodle’s Bedtime Story (1926)
  • For the Love o’ Pete (1926) the first Hot Dog cartoon, with Pete the Pup
  • Along Came Fido (1926) a Hot Dog Cartoon with Pete the Pup
  • Petering Out (1926) a Hot Dog Cartoon with Pete the Pup
  • The Leopard’s Spots (1926) an Unnatural History cartoon
  • The Goat’s Whiskers (1926) an Unnatural History cartoon
  • The Tail of the Monkey (1926) an Unnatural History cartoon

As noted in the original Dinky Doodle campaign, some of these titles and other details may change based on unforeseeable variables or problems that could arise during production. Be assured that there will definitely be 15 films carefully restored and presented as superior versions in our signature Cartoon Roots manner, for your enjoyment, in the final product…. plus others, to round out the program with 15 films in total“. Dopo il superamento della somma richiesta sono stati aggiunti i seguenti titoli:

  • The Clown’s Pup (1919) perhaps the earliest surviving Inkwell short, and possibly sourced from 35mm
  • The Boxing Kangaroo (1920) from unique 28mm print
  • The Clown’s Little Brother (1920)
  • Perpetual Motion (1920)
  • Automobile Ride (1921)
  • Fishing (1921)
  • Invisible Ink (1921)
  • Birthday (1921)
  • Challenge (1922)
  • Bubbles (1922)
  • Contest (1923)
  • Puzzle (1923)

…and others. Archival galleries of period posters where available, trade magazine reviews, illustrated advertisements, copyright synopses, and more. Also, printed liner notes!


Kino Video

Le campagne Kickstarter non vengono utilizzate solo da piccoli o medi collezionisti e produttori ma vengono utilizzate anche da grandi distributori cinematografici indipendenti, come la Kino Video.

Fondata a New York nel 1977, la Kino Video si è fortemente concentrata sul cinema classico, distribuendo sul mercato home video classici del cinema muto che prima erano considerati difficili da trovare. In poche parole oggi è il più grande distributore home video di film muti, che vanno dai primissimi decenni del cinema fino all’arrivo del sonoro. Tra questi importanti film di primo piano abbiamo oggi a disposizione quelli di Edison, Méliès, Lumière, Griffith, Keaton, Von Stroheim, Lubitsch, Murnau, Lang, Pabst, Feuillade, Tourneur, DeMille, Linder e tanti tanti altri. Recentemente la Kino Video ha annunciato l’uscita in BluRay dei restauri 4K di 20,000 Leagues Under the Sea (1916), il primo lungometraggio di John Ford Straight Shooting (1917) e Mädchen in Uniform (1931), spesso indicato come il primo film a tema lesbico. La maggior parte di questi film sono stati restaurati da una delle personalità più importanti nel campo della preservazione del cinema muto (e non): David H. Shepard, che dagli anni settanta alla sua morte nel 2017, ha collezionato, preservato e pubblicato un grandissimo numero di titoli. A partire dall’acquisizione della Blackhawk Films, dal giugno 2018 questi restauri sono distribuiti sotto la collaborazione della USC Hugh M. Hefner Moving Image Archive (USA) e la Lobster Films (Francia). La Kino video ancora oggi distribuisce in BluRay classici e non del cinema muto internazionale ed è essenziale per tutti gli amanti del settore.


Pioneers of African-American Cinema

Tramite il crowdfunding la Kino Video ha messo in atto un progetto molto ambizioso: la riscoperta, il restauro e la pubblicazione in home video delle origini del cinema afro-americano. Prima del cofanetto Pioneers of African-American Cinema non si avevano a disposizione su DVD molti film diretti da afroamericani – in particolar modo prodotti e distribuiti prima del movimento per i diritti civili degli afroamericani partito verso la metà degli anni ’50 – che fino ad oggi erano virtualmente molto limitati e conosciuti solo a livello di distribuzioni indipendenti o con un mercato ristretto.

Per la prima volta possiamo vedere rarità come i film sopravvissuti della Ebony Film Company, una casa di produzione, fondata nel 1915, specializzata in film interpretati da attori di colore che purtroppo ebbe una storia molto breve e travagliata. Lo studio era di proprietà di distributori non afro-americani e produceva commedie slapstick per il pubblico sia bianco che di colore. I film erano pieni di ogni stereotipo razziale oggi immaginabile. Finora era praticamente impossibile vedere il corto A Reckless Rover (1918), perché sopravvive solo una copia in terribili condizioni dovute alla decomposizione del nitrato.

Grazie a questa collezione possiamo vedere i primissimi lungometraggi di un pioniere del cinema afroamericano, Oscar Micheaux, che nel suo secondo lungometraggio Within Our Gates (1920) tratta della situazione razziale negli Stati Uniti dell’inizio del XX secolo. Questo film fu una coraggiosa risposta contro il razzismo presente nel film di D. W. Griffith The Birth of a Nation (1915), mettendo in scena anche un violento linciaggio. Questo film venne girato quasi contemporaneamente agli eventi del “Chicago Race Riot, un grave episodio di violenza razziale avvenuto in varie città degli Stati Uniti, soprattutto a Chicago – provocando tra 200 e 300 morti – alla fine della Prima Guerra Mondiale, esploso in parte per la politica segregazionista dell’epoca (il presidente Woodrow Wilson era un forte sostenitore della segregazione) e per il tentativo di ottenere i diritti di uguaglianza sociale da parte degli ex soldati afroamericani. Oscar Micheaux pone la firma in calce a una contro-narrazione che si fa forte proprio delle innovazioni tecniche messe a punto da “the white part“. Tutti questi film, oltre alla distribuzione su DVD e BluRay, sono stati anche distribuiti in streaming su Netflix. Purtroppo non sono più disponibili sulla versione italiana, ma speriamo in una loro futura ripubblicazione. Ecco l’elenco completo dei film:

DISC ONE:

  • Two Knights of Vaudeville (Ebony Film Co., 1915. 11 minutes. Music by Donald Sosin)
  • Mercy the Mummy Mumbled (Ebony Film Co., 1918. 12 minutes. Music by the Alloy Orchestra)
  • A Reckless Rover (Ebony Film Co., 1918. 14 minutes. Music by Donald Sosin)
  • Within Our Gates (Oscar Micheaux, 1920. 73 minutes. Music by Paul D. Miller, aka DJ Spooky)
  • The Symbol of the Unconquered: A Story of the KKK (Oscar Micheaux, 1920. 59 minutes. Music by Max Roach)
  • By Right of Birth (Lincoln Motion Picture Co., 1921. 4 minutes. Music by Donald Sosin)
  • Body and Soul (Oscar Micheaux, 1925. 93 minutes. Music by Paul D. Miller, aka DJ Spooky)

DISC TWO

  • Regeneration (Richard E. Norman, 1923. 11 minutes. Music by Donald Sosin)
  • The Flying Ace (Richard E. Norman, 1928. 65 minutes. Music by Mont Alto Motion Picture Orchestra)
  • Ten Nights in a Bar Room (CPFC, 1926. 64 minutes. Music by Donald Sosin)
  • Rev. S.S. Jones Home Movies (Rev. Solomon Sir Jones, 1924-1926. 16 minutes. Music by Andrew Simpson)
  • The Scar of Shame (Frank Peregini, 1929. 86 minutes. Music by Makia Matsumura)

DISC THREE:

  • Eleven P.M. (Richard Maurice, 1928. 60 minutes. Music by Rob Gal)
  • Hell-Bound Train (James and Eloyce Gist, 1930. 50 minutes. Restored by S. Torriano Berry. Music by Samuel D. Waymon)
  • Verdict Not Guilty (James and Eloyce Gist, 1934. 8 minutes. Restored by S. Torriano Berry. Music by Samuel D. Waymon)
  • Heaven-Bound Travelers (James and Eloyce Gist, 1935. 15 minutes. Restored by S. Torriano Berry. Music by Samuel D. Waymon)
  • The Darktown Revue (Oscar Micheaux, 1931. 18 minutes)
  • The Exile (Oscar Micheaux, 1931. 78 minutes)
  • Hot Biskits (Spencer Williams, 1931. 10 minutes)

DISC FOUR:

  • The Girl from Chicago (Oscar Micheaux, 1932. 70 minutes)
  • Ten Minutes to Live (Oscar Micheaux, 1932. 58 minutes)
  • Veiled Aristocrats (Oscar Micheaux, 1932. 48 minutes)
  • Birthright (Oscar Micheaux, 1938. 73 minutes)

DISC FIVE:

  • The Bronze Buckaroo (Richard Kahn, 1939. 58 minutes)
  • Zora Neale Hurston Fieldwork Footage (excerpt – Zora Neale Hurtston, 1928. 3 minutes)
  • Commandment Keeper Church, Beaufort South Carolina, May 1940 (excerpt – Zora Neale Hurston, 1940. 15 minutes)
  • The Blood of Jesus (Spencer Williams, 1941. 56 minutes)
  • Dirty Gertie from Harlem U.S.A. (Spencer Williams, 1946. 60 minutes)
  • Moses Sisters Interview (Pearl Bowser, 1978. 32 minutes.)

Pioneers: First Women Filmmakers

Un’altra importante campagna di crowdfunding della Kino Video ha rivelato al mondo il ruolo fondamentale dato alla Settima Arte dalle prime donne cineaste: nei primi decenni del cinema, alcuni dei cineasti più innovativi e celebrati d’America erano donne, le quali sono state quasi sempre ingiustamente escluse nei libri di storia del cinema.

La presenza delle donne si dipana sia sul piano dei ruoli operativi e sia su quello dei modelli rappresentativi: quest’opera vuole dare un dignitoso e agognato riconoscimento del lavoro delle donne nell’industria cinematografica internazionale, partendo dalla prima donna regista del cinema, Alice Guy-Blaché. Dagli albori del cinema in francia, a differenza dei suoi colleghi uomini, Guy ha contribuito a stabilire le basi del linguaggio cinematografico sin dalla sua prima pellicola La Fée aux Choux (1896), probabilmente il primo film narrativo al mondo. Recentemente la sua figura è stata riscoperta e celebrata nel documentario di Pamela B. Green Be Natural: The Untold Story of Alice Guy-Blaché. A lungo la sua carriera presso la casa di produzione Gaumont – l’unica casa di produzione ancora oggi esistente sin dalla nascita del cinema – è stata offuscata dalla figura del regista Louis Feuillade che, dal 1907, è succeduto alla Guy diventando il direttore artistico dell’azienda. Alice Guy-Blaché dopo la sua carriera in Francia si stabilì negli Stati Uniti dove riuscì a dirigere e possedere un proprio studio: The Solax Company. Tra i lavori più importanti della carriera americana spicca il cortometraggio molto toccante Falling Leaves (1912), che racconta di una madre che sta per morire di tubercolosi e, secondo il dottore, le resta poco tempo da vivere e la piccola Trixie ascolta inavvertitamente il medico che dice “Quando anche l’ultima foglia sarà caduta, la giovane Winifred morirà“: lei interpreta alla lettera e, per salvare la sorella, decide di legare le foglie con un filo l’una all’altra, assicurandole ai rami degli alberi per impedirne la caduta.

In questo periodo nacque anche la carriera di un’altra regista fondamentale nel cinema muto americano, Lois Weber, oggi conosciuta dagli storici grazie ai suoi film spesso incentrati su difficili questioni sociali. Ad esempio, il suo film Where Are My Children? (1916) affronta le controverse questioni del controllo delle nascite e dell’aborto, oppure il suo capolavoro Shoes (1916) che si concentra sulla vita delle lavoratrici sottopagate e dell’economia sessista generata dalle disparità salariali tra giovani uomini e donne – vi consiglio per approfondire il film l’articolo La Salariata Scalza, della professoressa Cristina Jandelli. Weber ha anche messo in dubbio la validità della pena capitale in The People vs. John Doe (1916). I suoi film più noti sono Hypocrites (1915), The Blot (1921) e il magnifico corto Suspense (1913), che sembra anticipare, con la celebre girata in split screen, appunto la suspence messa in pratica poco dopo dal futuro Alfred Hitchcock (assieme alla moglie Alma Reville, che esercitò notevole influenza sull’opera del marito)

Nel cofanetto PioneersFirst Women Filmmakers non tratta solo donne registe di film drammatici: trova spazio la commedia con i cortometraggi di Mabel Normand, la prima donna a dirigere e interpretare una propria serie di commedie nei Keystone Studios di Mack Sennett, assieme ai colleghi Roscoe “Fatty” Arbuckle e Charles Chaplin, dirigendolo in Mabel’s Strange Predicament (1914), il suo primo film dove veste i panni di Charlot.

Non mancano anche i film d’azione al femminile: la nascita del Serial cinematografico contiene anche l’ebbrezza suscitata dalle serial queen come Helen Gibson, una delle primissime attrici stuntwoman della storia del cinema, con il serial di successo Hazards of Helen (1914-1917) dove la protagonista salta, cavalca, corre, si precipita coi capelli al vento a domare pericolose locomotive impazzite, a scambiare i binari in mezzo al deserto, a salvare i viaggiatori intrappolati su treni in fiamme e altro ancora! Vi consiglio sull’argomento l’imperdibile libro di Monica Dall’Asta Trame spezzate – Archeologia del film seriale che rivela al mondo il ruolo importante delle temerarie eroine che sfidano i modelli tradizionali di femminilità, incarnate anche da altre da attrici come Pearl White, Musidora, Mary Fuller e tante altre.

In poche parole il ruolo che le donne ricoprono durante i primi 25 anni della storia del cinema non è quello di figure leader come registi, sceneggiatori, attori, ma di vere e autentiche protagoniste della Settima Arte. Purtroppo il loro ruolo con l’arrivo del cinema sonoro sarà quasi del tutto offuscato dalla presenza maschile sui set, con il totale cambiamento del piano lavorativo. Ma oggi questo cruciale capitolo della storia del cinema prende vita attraverso la presentazione di questa edizione home video che presenta un ampio assortimento di film, accuratamente salvaguardati e meticolosamente restaurati in 2K e 4K da fonti d’archivio. Ecco l’elenco dei contenuti di questo cofanetto:

DISC ONE: ALICE GUY-BLACHE

  • Mixed Pets [AM], Alice Guy Blaché, 1911, 14.1 min.
  • Tramp Strategy [AM], Alice Guy Blaché, 1911, 12 min.
  • Greater Love Hath No Man [AM], Alice Guy Blaché, 1911, 16.25 min.
  • Algie the Miner [AM], Alice Guy Blaché, 1912, 10 min.
  • Falling Leaves, Alice Guy Blaché, 1912, 11.75 min.
  • Little Rangers, The, Alice Guy Blaché, 1912, 11.5 min.
  • Canned Harmony, Alice Guy Blaché, 1912, 16 min.
  • Fool and His Money, A, Alice Guy Blaché, 1912, 10.75 min.
  • High Cost of Living, The, Alice Guy Blaché, 1912, 14.5 min.
  • Coming of Sunbeam, The [AM], Alice Guy Blaché, 1913, 11.25 min.
  • Burstup Homes’ Murder Case, Alice Guy Blaché, 1913, 14.75 min.
  • A House Divided, Alice Guy Blaché, 1913, 13.2 min.
  • Matrimony’s Speed Limit / NYWIFT, Alice Guy Blaché, 1913, 14 min.
  • Ocean Waif, The, Alice Guy Blaché, 1916, 36.3 min.
  • Colleen Bawn, The, Gauntier, Gene (sc), 1911, 35 min.
  • On the Brink, Lois Weber, 1911, 12.5 min.
  • Cricket, The, Wilson, Elsie Jane, 1917, 12 min.

DISC TWO: LOIS WEBER

  • From Death to Life, Lois Weber, 1912, 13.75 min.
  • Fine Feathers, Lois Weber, 1912, 15 min.
  • Rosary, The, Lois Weber, 1913, 14.5 min.
  • Suspense, Lois Weber, 1913, 11.25 min.
  • Lost By a Hair, Lois Weber, 1914, 4 min.
  • Hypocrites, Lois Weber, 1915, 51.5 min.
  • Sunshine Molly, Lois Weber, 1915, 31.5 min.
  • Idle Wives, Lois Weber, 1916, 23.5 min.
  • Too Wise Wives, Lois Weber, 1921, 69.5 min.
  • What Do Men Want?, Lois Weber, 1921, 40.75 min.

DISC 3: GENRE PIONEERS

  • Hazards of Helen Ep. 09: Leap From the Water Tower, Helen Holmes, 1915, 11 min.
  • Hazards of Helen Ep.13: The Escape on the Fast Freight, Helen Holmes, 1915, 11.25 min.
  • Hazards of Helen Ep. 26: Wild Engine, The, Helen Holmes, 1915, 10.5 min.
  • Purple Mask, The; Episode 5, Part 1, Grace Cunard, 1917, 13 min.
  • Purple Mask, The: Episode 12 (Vault of Mystery), Grace Cunard, 1917, 19.5 min.
  • Purple Mask, The; Episode 13, Part 1 (The Leap), Grace Cunard, 1917, 10.5 min.
  • A Daughter of “The Law”, Grace Cunard, 1921, 21.75 min.
  • Eleanor’s Catch, Madison, Cleo, 1916, 13.25 min.
  • 49 – ’17, Baldwin, Ruth Ann, 1917, 70.25 min.
  • Caught in a Cabaret, Mabel Normand, 1914, 23.5 min.
  • Mabel’s Blunder, Mabel Normand, 1914, 16.5 min.
  • Mabel and Fatty’s Wash Day, Mabel Normand, 1916, 13 min.
  • Mabel Lost and Won, Mabel Normand, 1915, 13.5 min.
  • That Ice Ticket, Gibson, Angela Murray, 1923, 10 min.
  • Ethnographic Films, Hurston, Zora Neale, 1929, 12.5 min.

DISC 4: SOCIAL COMMENTARY 1

  • Where Are My Children?, Lois Weber, 1916, 65 min.
  • Her Defiance, Madison, Cleo, 1916, 21 min.
  • When Little Lindy Sang, Warrenton, Lule, 1916, 10.25 min.
  • Curse of Quon Gwon: When the Far East Mingle with the West, Wong, Marion E., 1916, 35 min.
  • Scandal (aka Scandal Mongers), Lois Weber, 1916, 35.5 min.
  • Dream Lady, The, Wilson, Elsie Jane, 1918, 53.75 min.
  • Something New, Shipman, Nell, 1920, 56.75 min.

DISC 5: SOCIAL COMMENTARY 2

  • Risky Road, The, Park, Ida May, 1918, 2 min.
  • Bread, Park, Ida May, 1918, 16 min.
  • Salome, Nazimova, Alla, 1923, 71.5 min.
  • Red Kimona, Davenport Reid, Dorothy, 1925, 77 min.
  • Motherhood: Life’s Greatest Miracle, Lawrence, Lita, 1925, 59.25 min.
  • Linda, Davenport Reid, Dorothy, 1929, 73.25 min.

DISC 6: THE FEATURE FILM

  • Call of the Cumberlands, The, Ivers, Julia Crawford, 1916, 64 min.
  • Broadway Love, Park, Ida May, 1918, 61 min.
  • Back to God’s Country, Shipman, Nell, 1919, 73.5 min.
  • Song of Love, The, Marion, Frances, 1923, 81 min.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...