Le molte vite del Napoleon vu par Abel Gance (1927) – una riscoperta lunga 60 anni e il nuovo restauro 2K.

Novità per il titanico restauro del Napoleon di Abel Gance da parte del BFI e di Kevin Brownlow

Stanley Kubrick su Napoleon di Abel Gance: “Ho cercato di vedere tutti i film che sono stati fatti sull’argomento e devo dire che non mi hanno impressionato più di tanto. Di recente ho visto il film di Abel Gance, che nel corso degli anni s’è acquistato una certa reputazione fra i cinefili, e l’ho trovato veramente tremendo. Tecnicamente era all’avanguardia per i tempi e introdusse nuove tecniche filmiche piene d’inventiva, e difatti Ejzenstejn ammise che fu Gance a stimolargli per primo l’interesse per il montaggio. […]”

PARTE 1 – Un riassunto dell’epopea del Napoléon di Gance

Partiamo da un dilemma che ogni amante del cinema si sarà posto: avete mai visto un film, che ritenete essere sottovalutato e secondo voi dovrebbe essere visto da tutti? Avete mai avuto il desiderio della pubblicazione o proiezione di un film considerato introvabile? Continue reading “Le molte vite del Napoleon vu par Abel Gance (1927) – una riscoperta lunga 60 anni e il nuovo restauro 2K.”

Napoleon alla Pathé Frères e la collaborazione con la Khanzhonkov Studio

(Capitolo tratto dalla tesi di laurea “Voglio vedere l’Imperatore – la rappresentazione di Napoleone nel cinema muto“)

Gli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale sono caratterizzati da una grandissima competizione fra le grandi case di produzione internazionali. Siamo ancora lontani – anche se per poco – dall’ egemonia distributiva degli Stati Uniti, che diventerà ufficiale solo dopo la fine del conflitto. Ormai concluso il periodo del cosiddetto cinema delle attrazioni[1], dal 1906 in poi si verificò una vera e propria rivoluzione nella distribuzione: se fino ad allora le pellicole dovevano essere acquistate da chi intendeva proiettarle al pubblico, da ora in avanti si ricorse al metodo del noleggio. Il risultato fu che mentre prima erano gli stessi operatori ad essere costretti a viaggiare per mostrare le proprie pellicole a un numero considerevole di spettatori – anche per coprire i costi dei film – ora invece sono le pellicole stesse a viaggiare tra una città e l’altra. A dominare il tutto esisteva un vero e proprio impero cinematografico – sia a livello europeo che a livello internazionale – composto dalle due principali case di produzione e distribuzione francesi, la Pathé Freres e la Société des Etablissements L. Gaumont.

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Lumière ! Le cinématographe 1895-1905

«Le cinéma est une invention sans avenir»

In occasione del 120° anniversario della nascita dell’invenzione dei Fratelli Auguste e Louis Lumière, il Cinématographe, l’Institut Lumière organizza una grandiosa mostra di punta, tenuta dal 27 Marzo al 14 Giugno 2015 presso il Salon d’Honneur del padiglione espositivo Petit Palais, dedicata quasi esclusivamente alla loro invenzione. All’interno della mostra gli spettatori hanno avuto il raro privilegio di effettuare un vero e proprio viaggio nel tempo, passando in rassegna dai loro primi esperimenti (e prototipi) a Lione, passando – quasi letteralmente – all’interno Salon Indien du Grand Café di Parigi dove proiettarono il 28 dicembre 1895, fino ad arrivare alla mitica proiezione avvenuta durante l‘Esposizione Universale del 1900 con una proiezione in formato 73mm. Continue reading “Lumière ! Le cinématographe 1895-1905”

Dziga Vertov: The Man with the Movie Camera and Other Newly-Restored Works

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« Io sono un occhio. Un occhio meccanico e sono in costante movimento! » (Dziga Vertov)

Siamo arrivati nella nuova fascia nel campo del restauro cinematografico, toccando una delle vette più alte dell’eccellenza tecnica. Su questo film sono stati stesi fiumi di articoli interamente dedicati sul lavoro realizzato dal gruppo, fondato nel 1924, dei Kinoglaz (“Cine-occhi”) seguendo il famoso manifesto che teorizzò l’importanza della macchina da presa come strumento in grado di registrare, riprodurre e analizzare la realtà quotidiana, rinnovando radicalmente il genere del cinegiornale – il tutto cominciato nella serie chiamata Kinopravda (“Cine-verità”), realizzata nell’arco di tre anni fra il 1921 e il 1924 (della quale sopravvivono tutti gli episodi tranne uno, anche se a volte in copie frammentarie – esiste una parte della serie su YouTube) – capitanata da Dziga Vertov, diede vita a un’idea di cinema – per molti versi irripetibile  – che si realizzò completamente nel suo capolavoro Человек с киноаппаратом (“L’uomo con la macchina da presa“), presentato per la prima volta l’8 Gennaio 1929.

Il tutto senza dimenticare i principi base del manifesto, che vengono spiegati al pubblico durante l’inizio del film grazie agli unici intertitoli presenti nel film.

“ALL’ATTENZIONE DEGLI SPETTATORI: IL FILM CHE STATE PER VEDERE è UNA SPERIMENTAZIONE NELLA COMUNICAZIONE CINEMATOGRAFICA
Di fenomeni visivi

SENZA L’USO DI DIDASCALIE
(un film senza didascalie)

SENZA L’AUSILIO DI UNA SCENEGGIATURA
(un film senza uno scenario)

SENZA L’AIUTO DI UN TEATRO DI POSA
(un film senza attori, senza set, etc.)

“Questo nuovo lavoro di sperimentazione è diretto verso la creazione di un linguaggio cinematografico assoluto e universale completamente libero dal linguaggio del teatro e della letteratura”.

In 1775 riprese, stupendamente montate dalla moglie di Vertov, Yelizaveta Svilova – una dei pochi “protagonisti” del film assieme al cognato Mikhail Kaufman e la sua indimenticabile Debrie Parvo che nel suo utilizzo non è più un semplico strumento di ripresa, ma un vero e proprio personaggio che si concede un primo piano iniziale (in foto a sinistra) e addirittura un piccolo balletto con la messa in scena delle sue componenti. L’uomo con la macchina da presa è un film davvero rivoluzionario: scompagina la grammatica sino ad allora utilizzata (basti pensare che non sono usate didascalie, fondamentali nell’epoca del muto) e in uno sfolgorio di trovate tecnico-stilistiche ci mostra una macchina da presa che da oggetto di osservazione ne diventa il soggetto principale del film. Continue reading “Dziga Vertov: The Man with the Movie Camera and Other Newly-Restored Works”

I restauri dei cortometraggi Essanay – Parte 2

Prima di continuare volevo informare i lettori che l’articolo precedente è stato pubblicato sulla pagina prima ancora di essere stato riveduto dall’autore: come sapete quando si scrive su WordPress, esiste una sezione chiamata “Articoli pubblicati” e un’altra chiamata “Bozze”; l’autore ha accidentalmente cliccato il tasto PUBBLICA invece di SALVA BOZZA (Dovete perdonarmi ma, dallo scorso marzo, sto lentamente cominciando ad usarlo). Per questo motivo possono apparire agli occhi dei lettori alcuni errori che, con una semplice revisione, potevano essere rimossi.Work

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I restauri dei cortometraggi Essanay (e delle revisioni sui Mutual)

Dopo un lavoro di 17 anni la Cineteca di Bologna e il laboratorio L’Immagine Ritrovata, in stretta collaborazione con l’Association Chaplin, hanno portato a compimento il restauro di tutti i cortometraggi girati da Charles Chaplin fra il 1914 e il 1917.
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24 e 25 Marzo 2015: il ritorno, la lunga ed interminabile notte e il difficile viaggio a Bologna.

Le disavventure di un ritorno da Karlsruhe a Bologna. Il paradosso è supremo.

(In questo articolo vi racconto quello che è accaduto dopo la pubblicazione degli eventi raccolti nella pagina precedente, fra il 24 e il 25 marzo 2015)

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