Le molte vite del Napoleon vu par Abel Gance (1927) – una riscoperta lunga 60 anni e il nuovo restauro 2K.

Novità per il titanico restauro del Napoleon di Abel Gance da parte del BFI e di Kevin Brownlow

Stanley Kubrick su Napoleon di Abel Gance: “Ho cercato di vedere tutti i film che sono stati fatti sull’argomento e devo dire che non mi hanno impressionato più di tanto. Di recente ho visto il film di Abel Gance, che nel corso degli anni s’è acquistato una certa reputazione fra i cinefili, e l’ho trovato veramente tremendo. Tecnicamente era all’avanguardia per i tempi e introdusse nuove tecniche filmiche piene d’inventiva, e difatti Ejzenstejn ammise che fu Gance a stimolargli per primo l’interesse per il montaggio. […]”

PARTE 1 – Un riassunto dell’epopea del Napoléon di Gance

Partiamo da un dilemma che ogni amante del cinema si sarà posto: avete mai visto un film, che ritenete essere sottovalutato e secondo voi dovrebbe essere visto da tutti? Avete mai avuto il desiderio della pubblicazione o proiezione di un film considerato introvabile? Continue reading “Le molte vite del Napoleon vu par Abel Gance (1927) – una riscoperta lunga 60 anni e il nuovo restauro 2K.”

The Birth of a Nation – 100 anni dopo.

Una pellicola controversa, esplicitamente razzista, ma nello stesso momento un fondamentale punto di riferimento dei capolavori del cinema muto americano e anche mondiale – tutti questi punti descrivono The Birth of a Nation (1915). Il film originariamente venne distribuito nelle sale cinematografiche con il titolo The Clansman l’8 febbraio 1915 in una fastosa première a Los Angeles, ma solo il 3 marzo dello stesso anno venne re-intitolato con l’attuale titolo per l’uscita a New York, a sottolineare la processo di nascita degli Stati Uniti. Ma come tutti sanno il film è basato sul romanzo razzista del 1905 The Clansman: An Historical Romance of the Ku Klux Klan, scritto dal pastore battista Thomas Dixon, Jr.  Continue reading “The Birth of a Nation – 100 anni dopo.”

Napoleon alla Pathé Frères e la collaborazione con la Khanzhonkov Studio

(Capitolo tratto dalla tesi di laurea “Voglio vedere l’Imperatore – la rappresentazione di Napoleone nel cinema muto“)

Gli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale sono caratterizzati da una grandissima competizione fra le grandi case di produzione internazionali. Siamo ancora lontani – anche se per poco – dall’ egemonia distributiva degli Stati Uniti, che diventerà ufficiale solo dopo la fine del conflitto. Ormai concluso il periodo del cosiddetto cinema delle attrazioni[1], dal 1906 in poi si verificò una vera e propria rivoluzione nella distribuzione: se fino ad allora le pellicole dovevano essere acquistate da chi intendeva proiettarle al pubblico, da ora in avanti si ricorse al metodo del noleggio. Il risultato fu che mentre prima erano gli stessi operatori ad essere costretti a viaggiare per mostrare le proprie pellicole a un numero considerevole di spettatori – anche per coprire i costi dei film – ora invece sono le pellicole stesse a viaggiare tra una città e l’altra. A dominare il tutto esisteva un vero e proprio impero cinematografico – sia a livello europeo che a livello internazionale – composto dalle due principali case di produzione e distribuzione francesi, la Pathé Freres e la Société des Etablissements L. Gaumont.

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I restauri dei cortometraggi Essanay (e delle revisioni sui Mutual)

Dopo un lavoro di 17 anni la Cineteca di Bologna e il laboratorio L’Immagine Ritrovata, in stretta collaborazione con l’Association Chaplin, hanno portato a compimento il restauro di tutti i cortometraggi girati da Charles Chaplin fra il 1914 e il 1917.
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24 e 25 Marzo 2015: il ritorno, la lunga ed interminabile notte e il difficile viaggio a Bologna.

Le disavventure di un ritorno da Karlsruhe a Bologna. Il paradosso è supremo.

(In questo articolo vi racconto quello che è accaduto dopo la pubblicazione degli eventi raccolti nella pagina precedente, fra il 24 e il 25 marzo 2015)

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Viaggio a Karlsruhe e Friburgo.

(ovvero tra Karlsruhe e Friburgo per il Karlsruher Stummfilmtage o Karlsruhe Silent Film Festival)

Saltiamo la parte delle presentazioni perchè penso che ormai mi conoscete, mi limito a dire che solo recentemente mi sono accorto di saper scrivere (a mio modo ovviamente), quindi bando alle ciance e avviamoci direttamente al contenuto. Quì abbiamo un contenuto che può essere sia un diario che sia un punto di vista personale sul festival.

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