Napoleon alla Pathé Frères e la collaborazione con la Khanzhonkov Studio

(Capitolo tratto dalla tesi di laurea “Voglio vedere l’Imperatore – la rappresentazione di Napoleone nel cinema muto“)

Gli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale sono caratterizzati da una grandissima competizione fra le grandi case di produzione internazionali. Siamo ancora lontani – anche se per poco – dall’ egemonia distributiva degli Stati Uniti, che diventerà ufficiale solo dopo la fine del conflitto. Ormai concluso il periodo del cosiddetto cinema delle attrazioni[1], dal 1906 in poi si verificò una vera e propria rivoluzione nella distribuzione: se fino ad allora le pellicole dovevano essere acquistate da chi intendeva proiettarle al pubblico, da ora in avanti si ricorse al metodo del noleggio. Il risultato fu che mentre prima erano gli stessi operatori ad essere costretti a viaggiare per mostrare le proprie pellicole a un numero considerevole di spettatori – anche per coprire i costi dei film – ora invece sono le pellicole stesse a viaggiare tra una città e l’altra. A dominare il tutto esisteva un vero e proprio impero cinematografico – sia a livello europeo che a livello internazionale – composto dalle due principali case di produzione e distribuzione francesi, la Pathé Freres e la Société des Etablissements L. Gaumont.

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